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Alessandra Macinghi Strozzi
Lettere di una gentildonna fiorentina del secolo xv ai figliuoli esuli
Frontmatter and Commentary
Edited by Cesare Guasti
Firenze: G. C. Sansoni, 1877

LETTERA QUINTA: ANNOTAZIONI


ANNOTAZIONE A

[p. 73]
Come si ha dalla precedente lettera, Francesco della Luna era morto: perchè si devè intendere che Niccolò stette a desinare da' figliuoli di Francesco, come parente. Vedasi la nota (C) alla Lettera quarta. - La Maddalena, ricordata poco appresso, sorella di Niccolò, era maritata sin dal 1424 a Francesco Ginori; e l'altra sorella, di nome Ginevra, era moglie dal 1429 di Antonio di Galeotto di Bettino da Ricasoli.

ANNOTAZIONE B

Così Marco registrava nel suo Libro la nascita del primo figliuolo, a carte 1.

= A dì XVIII di gennaio 1449 in domenica, circa ore tre di notte, mi nacque uno figliuolo della detta Caterina mia donna, in Mugello a Ronta in casa de' figliuoli di Giovanni Parenti, dove in quello anno eravamo fuggiti la morìa. E poi a dì XXI detto lo feci battezare nella chiesa di Santo Michele a Ronta per frate Bernardo di ....dell'Ordine del Carmino, allora cappellano e batteziere nella Pieve di Santo Giovanni in Mugello; e puosigli nome, per primo nome Piero, per secondo
[p. 74]
Domenico; e furono e compari, excepto due di Firenze. più uomini e donne di Ronta, come nella faccia di là faremo menzione. [Note B-1] A Dio piaccia donarli in questo mondo felice vita e grazia, nell'altra vita eterna gloria. Amen. Nacque nella età mia d'anni XXVIII e mesi VIIII: nella età della madre d'anni XVIII e mesi otto. =

Questo Piero fu veduto de' Signori il 28 di aprile 14(37, e il primo di luglio 1482 entrò a risedere in quell'ufficio. Si sa dal Libro di suo padre (carte 70) che tolse in moglie l'Onesta di Antonio di messer Alessandro di Ugo degli Alessandri e di mena Ginevra li messer Guglielmino Tanagli, con dote di 1500 fiorini, il 20 gennaio 1480 s. f. A' 25 di gennaio si fece il « giuramento grande » in Santa Maria del Fiore, con il compromesso per man di notaro: e il 27 di novembre si diè l'anello. Della morte di Piero ho detto nella nota (1) alla pagina 14. Qui soggiungerò, che Piero Parenti scrisse una Cronica de' suoi tempi molto preziosa, che sta nella Biblioteca Nazionale di Firenze, autografa e in copia. L'autografo è in due volumi, che furono Codici Strozziani 29,1 e 295, e in un terzo appartenute già a Andrea degli Andreini. Il principio è questo: « Nota semplice et brieve di chose degne di memoria le quali scadranno in Firenze, apresso in Italia, et dipoi fuori di Italia, che mi verranno a notitia, piglando il principio dalla morte (lei s. Galeazzo Maria duca di Milano anno MCCCCLXXVI ». Il primo volume. di carte 223, va dall'anno 1476 al marzo del 96. Il secondo, di carte 201, dal 97 al 1501. Il terzo, di
[p. 75]
carte 140, dal 1507 al 7 di settembre 1518. La copia, in sei volumi già appartenuti alla libreria Gaddi, non procede oltre il 1507, ma peraltro ha il pregio di contenere la parte di cui è perduto l'originale. È cosa singolare che, parlando della venuta in Firenze di Carlo VIII, non rammenta neppure Pier Capponi, di cui fa questo ritratto all'anno 1496.

= Piero di Gino Capponi, commissario nel campo nostro a Pisa, nell'expugnare el castelluzzo di Soiana, percosso fu nella testa da uno arcobuso, et subito cadde morto. Così uno de' primi nostri cittadini dolorosamente peri . . . . Ordinosseli subito onoranza publica; et fatto venire il corpo davanti all'uscio suo in baia parata, et lui con abito tra militare et civile, onorato da tutti e Magistrati et da grandissima comitiva di parenti et amici, si seppellì. Non mancò publica predicatione delle laudi sue, nè altre conditioni, secondo l'usanza ad ogni exequie appartenente. Varia fama nondimeno ditale homo si vulgò. Alcuni con chiamarlo rapace, amico de' Pisani, et dilatore della guerra, il laceravano: altri, amatore della libertà, et cupido del vivere populare, il diceano. Et in verità, Piero Capponi, oltre a nobile homo, fu di pronto et vivo ingegno, benchè alquanto volubile et inconstante. Animoso quanto altro cittadino a' nostri et a' passati tempi, di buona lingua, di migliore peritia delle cose delli Stati, litterato, et nelle mercantie expertissimo. Fu inoltre homo aperto et affabile, comune a tutte le generationi delli uomini, liberale et amichevole, facile con l'intimi, con i principi et uomini grandi altiero; et il quale bene servare sapeva la dignità sua et della città quando in grado si trovava. Ambitioso alquanto si reputò per le molte buone conditioni quali in lui concorrevano.
[p. 76]
Parse che lui medesimo la sua morte prevedessi; imperò che pochi giorni innanzi ebbe a sè il fratello Neri in campo, et molte sue scritture acconciò. Avea fermissima opinione, da Gino suo padre per astrologia confermatali, d'havere per lo Stato a morire; e così riuscì, ma diversamente.=

ANNOTAZIONE C

Nel suo Libro di ricordi, a c. 90, sotto l'anno 454, fece madonna Alessandra la seguente memoria, che mostra come da più anni fosse grande intimità fra questi parenti.

=Ricordo di cosa m'ha a fare buono Niccolò di Lionardo Strozzi. Una carta pecorina, dipintavi su Italia, la quale li prestai sino l'anno 1438. Poi, quando andò di fuori, se ne la porto. Era molta bella e buona. Era stimata fiorini 25. Senti' poi, quando fu a Napoli, che l'avea donata al Re d'Araona. =

ANNOTAZIONE D

Prima di tornare in Mugello, Marco scriveva al cognato suo Filippo la seguente lettera, dove sono altri particolari sulla venuta di Niccolò Strozzi in Firenze.

=Al nome di Dio. A dì VI di febbraio 1449.

Questa solo per dirti della venuta di Niccolò Strozzi, che oggi fa dì otto fu in Firenze, come credo per sua lettera fusti avvisato. Io lo seppi el primo dì di questo, e a' 2 fu' qui, e anda'lo a vicitare. Èmi stato gran piacere
[p. 77]
averlo conosciuto; e se prima l'amavo per fama, ora molto più, visto la sua presenza; che in parlare e modi e tutta maniera mi pare nonio (legno d'onore. È stato da parenti e amici molto vicitato, e con buona grazia di tutta gente. Non ha voluto ire fuori alla scoperta: Ossi stato in casa, e per detta cagione accettato pochi conviti di molti gli volevano fare onore: solo in casa Francesco [Note D-1, p. 77] Strozzi, Francesco della Luna e Lionardo Mannelli è ito. In casa mia non ha voluto accettare venire una volta a mangiare meco; che me n'arebbe fatto gran piacere. Non c'era la Caterina, ch'è in Mugello, in parto, come ti scrissi, che fece il fanciullo maschio: forse sendoci stata, ci sarebbe venuto. Vollilo ancora menare in Mugello a starsi una sera colla Caterina, che non usciva di via oltre a quattro miglia: ancora non volle. └cci promesso alla tornata sua venire di qua, e allora ristorarci e fare di sè più larghezza che ora. Mona Allessandra gli ha fatto grande onore, e io ne sono stato partecipe, chè questi quattro dì ci sono stato co' lui, sono stato più in casa sua che in casa mia. Questa mattina s'è partito, e menane seco Matteo; che ti prometto lascia mona Allessandra maninconosa e lieta: che assai gli duole vedersi di tre figliuoli rimanere sanza niuno; et assai si conforta, non con animo di donna ma d'uomo del bene ch'ella spera vi si debbo apparecchiare. E per tanto mi pare che tra gli altri figliuoli molto gli dobbiate essere ubrigati, e averla sempre nell'animo, come in vero credo che facciate ....

Qui s'attende a fare grazie di debiti di gravezze. [Note D-2, p. 77]
[p. 78]
Ancora s 'è vinto di soldare gente per fiorini diecimila il mese di spesa. Ècci pratica d'accordo col Re: vedremo gli effetti. Del Conte, [Note D-1, p. 78] c'è poca speranza ottenga Melano. E altro da dire non t'ho per questa. Cristo ti guardi.

In questo marzo, che la Caterina fia uscita di parto, fo conto tornare a Firenze, chè ora c'è buona stanza; e staremo alla vista di quest'altro anno. Tuo Marco Parenti, in Firenze. =

ANNOTAZIONE E

Lo Statuto del MCCCCXV (Libro II, rubr. 109) direbbe anni tre, dove proibisce l'alienare casa senza saputa del consorte: e per consorte s'intendeva quicumique habet seu tenet murum communem cum alio. Come madonna Alessandra ne avesse trenta, non saprei dire: forse v'erano patti speciali, essendo la casa di cui si parla in quel ceppo dove abitavano gli Strozzi.

ANNOTAZIONE F

Ginevra di Filippo Macinghi che, come si è detto (ved. a pag. 62), veniva ad essere sorella non uterina della nostra Alessandra, fu sposata a Niccolò di Lorenzo di messer Tommaso de Soderini nell'aprile del 1437; e questa è la ragione per che molte carte de' Macinghi si trovano fra quelle provenienti da' Soderini nell'Archivio Diplomatico.

NOTES

B-1, p. 74. I compari e le comari furono: di Firenze, Tanai di Francesco de' Nerli e mona Caterina donna fu di Benedetto Bianciardi poi cinque uomini e cinque donne di Ronta.

D-1, p. 77. Credo debba dire Antonio. Ved. a pag. 69, Lettera quinta.

D-2, p. 77. O sgravando i cittadini di soverchio incarico, o facendo loro tempo a pagare le imposte scadute.

D-1, p. 78. Francesco Sforza.


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